«Nora è sola in questo momento. Andiamo. E… Ellery.» Il giovane aprì la porta. «Grazie per essere stato un così buon amico, discreto e silenzioso.»

Il signor Queen la prese per un braccio e si incamminarono verso le scale.

Nora giaceva tutta rannicchiata sotto la coperta blu, fissando il soffitto.

“È sempre più spaventata” pensò Ellery.

«Nora» Pat afferrò la mano delicata della sorella. «Ti senti abbastanza forte per parlare?»

Gli occhi dell’ammalata corsero rapidamente da Pat a Ellery; poi con voce ansiosa domandò:

«Che cosa c’è? Che cos’è accaduto? E Jim… lo hanno…?»

«No; non è accaduto nulla, Nora.»

«Ellery pensa… io penso… che è arrivato finalmente il momento di parlarci» dichiarò Pat. Poi soggiunse con forza: «Nora, ti prego, Nora: non richiuderti in te stessa! Ascoltaci!».

Nora raccolse le sue forze e cercò di mettersi a sedere. La sorella minore le aggiustò lo scialle intorno alle spalle con un gesto molto materno. La malata rimase a fissare le lenzuola con lo sguardo vuoto.