LAZZARETTI
Leggendo, stampato a Milano dal Rechiedei, il discorso col quale l’illustre alienista prof. A. Verga inaugurò le sue conferenze psichiatriche nell’ospedale maggiore di Milano l’anno passato, discorso intitolato David Lazzaretti e la pazzia sensoria, c’è da fare delle curiose riflessioni. C’è per esempio da domandarsi quel che accadrebbe al figliuolo di Dio se s’incarnasse un’altra volta, mettiamo in Italia.
Prima di tutto si affaccerebbe la difficoltà di trovare una sine labe, non solo di peccato originale, ma di peccato mortale. Le nostre ragazze leggono volentieri gli elzeviri veristi, libri che io sono obbligato a stimare moltissimo ma che non sono indicati certo per la conservazione della innocenza. Pure la misericordia di Dio è tanto grande che potrebbe fare il miracolo di suscitare in qualche Nazareth italiano, in qualche villaggio perduto sui monti, la vergine necessaria. Dopo eseguita dallo Spirito Santo la operazione che occorre al concepimento del Messia, non sarebbe difficile che Giuseppe se la bevesse e stesse zitto; sono casi che si vedono tutti i giorni; ma allo Stato Civile che denunzia farebbero? Potrebbe acconsentire la Vergine, fonte e specchio di verità, che il bimbo fosse attribuito ufficialmente a chi non ci ha colpa alcuna? Non potrebbe fare quella menzognera dichiarazione senza decadere dal suo carattere santo. Eppure l’ufficiale di Stato Civile dovrebbe attribuire il bimbo a Giuseppe, poichè il padre è quel disgraziato che le nozze dimostrano. Per evitare questa falsa iscrizione non sarebbe rimasto altro scampo a Maria santissima che di fare come fanno le serve in questi casi: ficcare il bimbo giù per una latrina.
Allora la terra rimarrebbe irredente come Trieste, e la Beata Vergine andrebbe in Corte d’Assise. Vi pare!
E i re magi, verrebbero, si o no? Avremmo allora tre santi nuovi, forse sant’Orelio re d’Araucania, san Menelik re dello Scioa, e san Cettivaio re dei Zulù. La fuga in Egitto sarebbe facile coi vapori della Peninsular; la strage degli innocenti, se non la fa Erode, la fa pur troppo la miseria; ma la morte di san Giovanni andrebbe a male, perchè anche se i giurati lo condannassero, il re farebbe la grazia.
I miracoli non mancherebbero: tutti i giorni ne vediamo dei magnifici, operati dall’acqua di Lourdes e dalla deliziosa Revalenta arabica; ma qui si fermano le possibilità di una seconda incarnazione. Il nuovo Messia non se la caverebbe più.
Mettetelo infatti a predicare una nuova religione! Ahimè, la professione non è più quella! Chi si mette a predicare il beati qui se castraverunt sulle rive di un Genasareth italiano, per esempio sulle rive del lago di Como, sarebbe sepolto immediatamente sepolto sotto una valanga di torsi di cavolo e di bucce di popone. Accorrerebbe la benemerita arma, domanderebbe le carte al Figlio di Dio, e convintolo di vagabondaggio lo rimetterebbe al pretore per l’ammonizione. Ad una ricaduta, Caifa invierebbe il Messia alla Favignana a domicilio cotto, e il Testamento novissimo correrebbe pericolo di non essere più scritto.