…. Gli amici di Guglielmo finiranno per irritarmi. Lo circondano sempre, lo assediano, non me lo lasciano un sol momento; con me poi, o m'inganno o usano una cert'aria compassionevole che mi dà sui nervi. Ce ne è uno specialmente che quando va via, non manca mai di dirmi: «Vi raccomando il grand'uomo.» E l'altro giorno, mi disse con un tôno sentimentale: «Fatelo felice, signora, fatelo felice, perchè la storia ve ne chiederà stretto conto!» Domando io se la storia deve ficcare il naso in certe cose!
…. Siamo a casa. Guglielmo ha quattro librerie, moltissimi libri che sono ammirati dai visitatori, ma egli non legge mai. Io credeva che studiasse almeno otto ore al giorno; mi ingannavo, avrà studiato prima.
…. Orribile, orribile! Egli porta un berretto da notte con un fiocco rosa, col pretesto di conservare l'arricciatura dei capelli!
…. Egli restava ore intiere nel suo gabinetto da toilette e ciò stuzzicava la mia curiosità,—ammesso che marito e moglie sono la stessa cosa, non vi è indiscrezione a vedere che cosa fa l'altra metà di sè stesso; ho posto l'occhio al buco della serratura. Egli studia davanti allo specchio; gli ho visto provare una dozzina di sorrisi ed otto pose diverse….
…. Nei momenti d'ispirazione mio marito somiglia tal quale uno stupido. E guai ad entrare allora in camera sua! È scortese, ineducato, vi manda via con superbe parole!
…. Egli pranza benissimo. Vuole sempre dei grandi pezzi di carne sanguinolenta che gli danno l'aria di un cannibale che squarta un cristiano. Venitemi un'altra volta a discorrere dell'ambrosia dei poeti!
…. Sono otto giorni che mio marito passeggia per la casa, declamando il discorso che improvviserà alla Camera. Non andrò a sentirlo; a momenti lo pronunzio io il discorso, tante volte l'ho inteso ripetere.
…. Il segretario di mio marito!….
…. Questa politica mi obbliga a fare moltissime cose che mi dispiacciono. Adesso sono obbligata a far visita alla signora Zeta, una donnina gentile, troppo gentile; taci lingua, che ti darò un biscotto! Lo so, noi siamo esseri deboli, ma almeno salvare le apparenze! Ed è moglie di un uomo politico; non ha dunque imparato nulla alla scuola di suo marito?
…. Sono furiosa. Guglielmo riceve delle lettere amorose da signore incognite che lo amano nei suoi libri; quando gli ho fatta una scena, mi ha risposto con la sua solita freddezza: «Cara mia, sposandomi dovevate saperlo, sono gli incerti della posizione!» Me li chiama incerti! Una di queste sfrontate gli scrive: Sono sicura che vostra moglie non comprende la vostra grandezza. Vorrei che questa signorina lo vedesse col suo berretto da notte!