Si fermò davanti alla porta della sorella ed origliò. Si udiva ogni tanto un sospiro represso: la povera Sofia aveva perduta la quiete.

—Dormi, Sofia, dormi—mormorò a bassa voce Lulù baciando la serratura, quasi volesse baciare la fronte della sorella—quietati e riposa. Ho lavorato per te questa sera.

E la generosa fanciulla si addormentò, contenta e felice per la felicità delle persone che amava.

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Il tempo, il buon vecchio tempo, l'eterno e giudizioso galantuomo, ha fatto il suo còmpito. Lulù chiede a sè stessa, se una signorina che accompagna sua sorella sposa, deve portare un abito azzurro di seta, o semplicemente un foulard paglierino con piccoli merletti. Vuol sapere da Roberto se vi saranno molti dolci da rosicchiare, e da Sofia se le donerà quel bel fazzoletto ricamato che sembra un soffio, una nuvoletta. Quei due che hanno conosciuto di quanto sia capace il cuore della fanciulla, sorridono della sua gaia spensieratezza, e l'amano, e la considerano come la loro Provvidenza.

—Perchè io l'ho sostenuto sempre—dice Roberto Montefranco ad un amico, parlandogli del suo matrimonio—gli sposi debbono essere di carattere opposto. Gli estremi si toccano. Così s'intenderanno, si fonderanno, formeranno un tutto completo—mentre quelli di inclinazioni eguali somigliano due parallele: camminano insieme ma non s'incontrano mai. E poi, quando ci è l'amore…..! L'ho sempre detto!

IL CRISTO DI SAVERIO ALTAMURA.

Jésus, ce que tu fis, qui jamais le fera?
Nous, vieillards nès d'hier, qui nous rajeunira?
A. De Musset. Rolla.

È una sala vasta, deserta, polverosa; qua e là sono aggruppati piedistalli di statue e qualche sedia sgangherata; la luce piove dagli alti finestroni e sembra grigia e fioca, mentre fuori riluce il sole invernale. Camminando in quel salone nudo ed oscuro si abbassa la voce o si tace, si prova un senso di stanchezza e di obblio, e, giunti all'ampio seggiolone che sta di fronte al quadro, si chiudono gli occhi senza volerlo, quasi ad attendere l'ultimo, il più dolce riposo. Ma convien ridestarsi subito, perchè il quadro è là, rimpetto a voi, grande, immobile vivente.

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