In essa non si nota alcun ravvicinamento delle due catene fiancheggianti il fiume, le quali gli si mantengono sempre parallele; nessun indizio accenna l'avvicinarsi della Cascata salvo il frastuono delle acque che impetuose s'infrangono fra le roccie. La Cateratta, invece di essere serrata, si espande per una lunghezza e per una larghezza considerevoli, e le roccie che la costituiscono sembrano casualmente emergere sul pelo delle acque, mentre invece esse sono parte integrante di una delle due catene che fiancheggiano il fiume.

Durante le alte acque la maggior parte delle roccie restano sommerse, il che non toglie che la Cateratta di Wady-Halfa costituisca il punto più pericoloso del Nilo, per il che i piloti non ne tentano mai il passaggio con barche cariche anche nelle più grosse piene. Per questi motivi appunto Wady-Halfa veniva scelto come testa di linea di ferrovia pel Soudan.

Dopo il 1885, in seguito alla rivolta di quella regione non potendosi più utilizzare i nilometri di Khartoum e di Bérbera, si pensò ad impiantarne uno a Wady-Halfa sulla sponda destra del fiume. Ma esso è insufficiente, perchè elevandosi soltanto di metri 6,72 al disopra della quota della magra, non può neppure segnare le piene ordinarie le quali in quel punto arrivano a metri 8,30 e raggiungono sino i 9 metri negli anni eccezionali.

Wady-Halfa, villaggio insignificante, ha acquistato dopo il 1885 un'importanza notevole coll'insediamento di un governatorato generale, che abbraccerà l'amministrazione civile e militare della provincia frontiera del Sud dell'Egitto.

Inoltre per misure di sicurezza per la difesa della linea di confine venne a Wady-Halfa creato un campo trincerato con forte presidio anglo-egiziano allo scopo di arrestare i ribelli, ove tentassero di avanzarsi verso il Nord.

Nel discendere il Nilo si riscontra a poca distanza da Wady-Halfa Ibsamboul, celebre per le imponenti ruine de' suoi antichi templi e delle sue statue colossali.

Questi splendidi monumenti scavati nella viva roccia dei monti libici colpiscono il viaggiatore di meraviglia, anche se prima ha visitato Luxor, Karnak, Denderah, Abido e le grandi Piramidi.

Le rovine di Ibsamboul colle enormi loro dimensioni, colle loro ammirevoli e giuste proporzioni, colla finitezza della loro esecuzione attestano in modo evidente quanto fosse il grado di civiltà e di grandezza del popolo che le legò alle presenti generazioni.

Vi sono in seguito, continuando a discendere il fiume, altre rovine ed altri templi dell'epoche dei Tolomei e di Roma, le quali elevandosi sopra le sabbie rompono la scoraggiante monotonia di una regione, che per un percorso di circa 350 chilometri è rattristata dalla inflessibile aridità del deserto, il cui dominio invade peranco le sponde del Nilo.