All'opera furono sovrapposte di distanza in distanza piccole costruzioni d'architettura di fantasia, con merli che ricordavano le vicine fortificazioni e con torri molto slanciate. In tal modo ciascuna pila era cinta a valle da una piccola torre merlata, il cui effetto rompeva la monotonia delle grandi linee dello sbarramento; ma esse disparvero coi recenti restauri.

Il sistema di chiusura degli archi progettato nei primi tempi non venne applicato che al ramo di Rosetta. Esso si compone di porte in lamiera di forma cilindrica giranti attorno ad un arco orizzontale e munite di parecchi galleggianti destinati ad alleggerirle nell'acqua ed a facilitare in tal modo le manovre.

Alcune sconnettiture essendosi segnalate sin da principio in qualche arco dello sbarramento del ramo Damietta, l'intero sbarramento fu soltanto utilizzato, sino al 1884, quale semplice spartiacque del fiume fra i due rami. Durante la magra si chiudevano le porte del ramo di Rosetta e le acque rifluivano così nel canale (raiäh) Menoufieh e nel ramo di Damietta che, in tali condizioni, alimentava l'irrigazione del Delta propriamente detto mediante canali, la cui presa era situata a valle dello sbarramento.

Nel 1884 il signor Willcocks, allora incaricato della direzione dello sbarramento, cercò utilizzare quest'opera in un modo più completo, senza tuttavia far sopportare degli sforzi dannosi alla costruzione esistente. Per questo stabilì all'estremità a valle del graticcio e lungo lo sbarramento, una diga in pietre, la cui sommità di 2 metri di larghezza si trovava a metri 3,25 al disopra del livello dello stesso graticcio.

Dividendo in questo modo la caduta in due, potè, mediante questo sbarramento provvisorio di pietre, ottenere una fermata delle acque di un'altezza totale superiore ai due metri. Ma era questa una soluzione provvisoria.

Lavori definitivi di restauro furono intrapresi sotto la direzione del Colonnello Western nel 1890 ed il barraggio cominciò ad entrare in servizio regolare dopo il 1º ottobre 1890.

Questi lavori di riattamento molto importanti consistettero specialmente nella costruzione di uno strato di solido mattonato al disopra del graticcio. A questo strato, avente dai metri 0,75 ad 1,50 di altezza, a seconda delle condizioni più o meno buone delle già esistenti costruzioni, venne data una larghezza di 34 metri.

Questo graticcio si è protratto a monte ed a valle per mezzo di piattaforme in cemento di metri 1,25 di spessore; quello a monte termina con un filare di pali.

La larghezza totale del graticcio mattonato risulta quindi di metri 67. Macigni e linee di grossi blocchi mattonati difendono la valle del graticcio contro il rigurgito.

Due porte di ferro sovrapposte l'una all'altra scorrendo entro scanellature in fondita e manovrate da un robusto verricello scivolante sopra rotaie sulla parte superiore dell'opera chiudono ciascun arco.