Sig. A. Non lo crediate; la signora Sorbi è sempre gentile coi vecchi amici. (ridendo vanno nella sala grande).
Werle vec. (avvicinandosi al figlio) Dimmi, non se ne saranno accorti eh?
Greg. Di che?
Werle. (abbassando sempre più la voce guardandosi attorno con circospezione) Eravamo in tredici a tavola.
Greg. (alzando le spalle) Ebbene che c’è di male?
Werle. (accennando a Erminio) Di solito siamo dodici. (a voce alta) Restate voi altri?
Greg. Sì. (Werle saluta con la mano Ekdal e entra anche lui nella stanza di fondo).
SCENA III. Gregorio e Erminio.
Erm. (che ha udito il discorso del vecchio Werle, avvicinandosi a Gregorio) Non dovevi invitarmi (si siedono su un divano).
Greg. Il pranzo fu dato in mio onore, almeno così hanno detto, e non dovevo invitare il mio migliore amico?