ATTO TERZO.

La scena del secondo atto. Sono calate le tende delle vetriate del soffitto. È il mattino.

SCENA I. Erminio — Gina ed il vecchio Ekdal.

(Erminio è seduto al tavolo e sta ritoccando delle fotografie. Molte altre gli stanno davanti. Dopo qualche secondo dall’alzata del sipario entra Gina in cappello e mantello, e con un cesto coperto sotto il braccio).

Erm. Sei già qui Gina?

Gina. Mi sono affrettata, non c’è tempo da perdere (posa la cesta su una sedia e si leva mantello e cappello).

Erm. Sei andata a vedere se Gregorio abbisogna di qualche cosa?

Gina. Sì, ma sai che il tuo Gregorio è un grande originale?

Erm. Che intendi dire?

Gina. Dice che sa fare ogni cosa da sè e volle accendere la stufa, dimenticandosi di aprire la valvola, in modo che la stanza si è ben presto empita di fumo; c’era un odore tale! (Erminio sorride) Poi volendo spegnere il fuoco ci rovesciò sopra una secchia d’acqua e m’ha inondato tutto il pavimento.