Greg. Mio padre stamane mi disse: Non credere sia il tuo Erminio l’incorruttibile che credi. Vedrai mi diceva....

Erm.... Che con un poco di denaro lo farò tacere. — Ah! no! ah! no! si sbaglia, sì, gli risponderò.

Edvige. (a Gina) Mamma, cosa c’è, dimmi che è successo?

Gina. Nulla, va a deporre il mantello, va, Edvige.

(Edvige, spaventata, commossa, esce per la porta della cucina).

Greg. E come vuoi rispondergli?’

Erm. Guarda. (straccia in due pezzi la lettera di Werle e la depone sul tavolo) Ecco la mia risposta.

Greg. Ne ero sicuro.

Erm. (va da Gina che è presso la stufa e con voce tremante) Non più segreti, non più misteri, quando tramasti la relazione.... con lui.... quando cominciasti ad amarmi, almeno quando lo dicevi, dimmi, perchè fu proprio lui che combinò il nostro matrimonio?

Gina. Pensi forse che abbia avuto rapporti con quell’uomo anche dopo la nostra unione?