NABUCO (con grande allegrezza)
Ah…. Le rose gialle!…
Le mie rose!…
DAÌRA
Ed è ancor l'istesso cespo
Che le fiorì!
NABUCO (sorridendo)
Fra l'ultime, ch'io vidi,
E queste…. quanti eventi per Nabuco!
E per te?…
DAÌRA
Nulla…. Ah, si…. Le rose!… Avvolta
Nel mio mantello, ad esse, nell'inverno,
Io ne andavo ogni giorno, a preservarle
Dall'insulto dei venti e delle brine;
Poscia, al tornar di primavera, quante
Assidue cure per toglierne i bruchi
Delle piante carnefici!—Giungea
L'estate…. Oh, allora, il mio trionfo!…—Sola
Colle mie rose dall'alba al tramonto
Sempre restavo, corone e ghirlande
Tessendo all'ombra.—Sovente la notte
Ad esse ne venia.—Oh, come acuti
Son gli olezzi dei fiori nella cheta
Oscurità notturna!… Io, per arcana
Voluttà, ne fremevo!…—Ahimè, l'autunno
Tutto spogliava il mio roseto…. ed io
Cader vidi talor, calda rugiada,
Sulle foglie disperse a me dinnanzi,
Qualche lagrima,… ch'io non comprendea
Quale dagli occhi mi spremesse vaga
Ineffabil mestizia!
NABUCO (sfogliando delle rose)
Il mio rosajo
Era la guerra; e a sorvegliare il campo,
Chiuso nel mio mantello, anch'io ne andavo
Nel verno; io pur temer dovea gli assalti
Coi novi soli; ed a me pur l'estate
Apportava trionfi, e tetri giorni
L'autunno!… Dunque hanno vicende eguali
Rose e battaglie!—Ami tu ancor le rose,
O mia Daìra.