Non so che cosa fossi per risponderle. In quel momento si udiva un fruscio sulla ghiaia del giardino, e Clarina appariva sull'uscio del salotto per annunziare una visita, anzi due in un punto.
—Già?—mormorò la contessa Adriana, volgendo un'occhiata all'orologio del caminetto, che segnava allora le dieci e tre quarti.—Beviamo quest'amarissimo calice;—soggiunse, volgendosi a me con un mesto sorriso.
Entrarono due satelliti, Maurizio Cerinelli e Giovanni Martorana; entrarono, e vedendo l'intruso, fecero il muso lungo un palmo.
—Soli?—esclamò la contessa.—E il signor Dal Ciotto?
—-È andato per la carrozza. Sarà qui fra due minuti.
—La carrozza! Per che farne?
—Non rammentate, signora?—disse il Martorana.
—Avevate manifestato il desiderio di visitare il convento di
Dusiana;—soggiunse il Cerinelli.
—È vero, è vero;—rispose la contessa, con aria di cader dalle nuvole.—Ma si era detto per oggi? Questo m'era passato di mente. A quest'ora, poi!
—Il cielo è coperto;—disse il Martorana.