Bartolomeo, che si era abbandonato alla poesia buffona e voluttuosa di quel sogno, ebbe un tale sussulto e strizzò gli occhi così comicamente che la discussione degenerò in baia, ed egli ne fu la vittima. Allora gli rinfacciarono la commozione all'ultimo atto in quel violento pizzicato, quando piangeva a lacrimoni, guardando morire la Patti. Egli non negava.
— Che! sissignore, ho pianto, ed ella mi ha visto.
— Lo hai dunque fatto apposta — esclamò Bodoni.
— Io! no; mi vergognavo anzi: ma non ho potuto mandarla giù; mi si è serrato il gozzo a quella vocina, con quella cuffia, che la faceva quasi parere più bella.
— La voce?
— No.
— E tu ti sei innamorato!
— No.
— Sì, sì — gridavano in coro.
— Domattina — disse il violinista — io debbo esserle presentato da Verardi, che ella desidera gentilmente di conoscere: glielo dirò.