Domani comincerò il Sì, e sarà l'ultimo della serie concepita dieci anni fa. Tu ne conosci le idee, e ne indovini meco la sorte. Sarà la suprema battaglia perduta, dopo la quale, anche essendo buon patriota, mi sarà permessa la ritirata; la coscrizione non dura adesso che tre anni, io ne avrò passati dieci sotto le armi. Un proverbio dice che una bella ragazza non può dare più di quello che abbia, e gli scrittori buoni o cattivi non sono in migliori condizioni; laonde raggiungerò forse la tua vita di coltivatore, lasciando ad altri lo sfracellarsi inutilmente il cranio contro le porte bronzee della gloria, o l'aprirle validamente coll'appoggiarvi solo un dito.
I deboli tentando la prova sono eroici, ostinandovisi diventano ridicoli. Forse, anzi senza forse, la prova è già fallita, ma la costanza non è composta altrimenti della caparbietà, e non è facile nè a chi le ha, nè a chi le giudica, il distinguerle nettamente.
A rivederci dunque.
Quando il tuo cavallo russo ti sprofonderà galoppando dentro la steppa, e il tuo occhio si riposerà nell'infinito della pianura, e il verde della terra e l'azzurro del cielo si fonderanno in una sola sensazione entro il tuo cuore, in una sola idea entro il tuo cervello, ricordati, se puoi, l'amico lontano, del quale la fantasia prediletta è sempre stata di partire dal mondo sopra un cavallo nero, stellato sulla fronte. È una fantasia senza significato, ma che mi appare sempre al pensiero, nella stanchezza di una meditazione, o nella noia di una distrazione. Mi sembra di vedermi innanzi il cavallo sellato, e di avere agli occhi il deserto. Il cavallo è alto e leggiero, la criniera gli tocca i ginocchi, la coda gli batte i garretti: è senza testiera, la sella è piccola, il deserto è sconfinato. In sella adunque e al galoppo:
Allons, capitaine, appareillons pour l'infini
come urlava il marinaio di Baudelaire alla morte.
In sella ed al galoppo, ecco adesso la tua vita: a rivederci dunque, nobile esule, a rivederci forse nella steppa, nel silenzio della natura, nel deserto del mondo, nella solitudine dell'infinito.
Ottone di Banzole.
VIOLINO
Annottava.