PROSPERO.

O schiavo maledetto cui nessuna bontà lascerà impronta chè sei capace d'ogni male! Ho avuto pietà di te, mi sono imposto il grave compito di farti parlare. Ogni ora ti ho insegnato una cosa o l'altra. E quando non sapevi, o selvaggio, disbrogliare il tuo pensiero e mugolavi acute strida sì come un bruto, a quelli oscuri tuoi sentimenti ho dato una parola che li rese palesi. Ma la tua vile stirpe—quantunque tu imparassi— aveva in sè tali funesti germi che non poteano i buoni sopportarne il contatto. È così che giustamente ti ho chiuso in questa roccia, meritata assai più che una carcere.

CALIBANO.

Mi avete insegnato a parlare e ne profitto per maledire. Che la peste rossa vi uccida per avermi appreso il vostro linguaggio.