PROSPERO.
Ed il mio lo diverrà. Tu che pur sei di sola aria, commosso fosti ai loro tormenti ed io che sono di una stessa natura e che ogni loro dolore sento acutamente, forse più mite non debbo essere? Se bene i lor grandi misfatti abbian colpito il mio cuore, però contro la mia collera una più nobile ragione combatte: è la virtù più grande della vendetta e poichè tutti or son pentiti non un passo più oltre il mio disegno avanzerà. Vola, Ariele, e rendi libero ognuno: io romperò l'incanto, renderò i sensi a tutti sì che ognuno ritroverà se stesso.
ARIELE.
Io vo, signore, a rintracciarli.